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NIKAnno Zero
January 03 A year goes byMi pare un po' scontato scrivere il solito post sull'anno nuovo, sui soliti buoni propositi. Ma alla fine si ricasca sempre in questa solita routine.
In realtà da quest'anno non im aspetto niente di particolare, visto che in parte si avvia in maniera non propriamente positiva. Presumo sarà un anno di profondi e radicali cambiamenti, che seppur con una nota di rammarico, forse speravo in parte avvenissero; chissà magari mi daranno quella rivoluzione nella mia vita che ho sempre desiderato, e che per una cosa o per l'altra, non ho mai avuto il coraggio di affrontare.
Ci sarà anche da essere forti, molto forti, ma ormai a questo ci sono abbastanza abituato e allenato. La cosa veramente difficile da affrontare è il non sapere perchè tutto si debba rivoltare in negativo contro te, e ogni volta ti lascia quell'amaro in bocca; ogni volta che ti rialzi eccoti nuovamente a terra.
Se mi dovessero chiedere cosa veramente desidero da questo anno, quali sarebbero le cose che mi renderebbero felice, la mia risposta suonerebbe un po' come quelle delle Miss Italia alla domanda "cosa desideri ?" "la pace nel mondo". Loro non ci credono a quello che dicono, ma la mia risposta suonerebbe impossibile come la loro: già perchè desidero l'impossibile, impossibile come la pace nel mondo.
Semplice e conciso, questo intervento di Capodanno. November 28 Le debolezzeRobert Louis Stevenson scrisse: "Non puoi scappare da una debolezza. Devi sconfiggerla, altrimenti soccomberai. E se così deve essere, perché non adesso? E proprio dove ti trovi."
Dobbiamo combatterle, per poterci evolvere, per poter crescere dentro, ma la sconfitta è diversa dallo scomparire, per sempre. E le debolezze, le stesse che ti affliggevano prima o poi ritornano. Lo noto sempre più spesso, in me e in altri, ma le debolezze non scompaiono mai del tutto dal nostro inconscio. Rimangono li nascoste, preparano la vendetta, organizzano le loro truppe e ti attaccano quando meno te l'aspetti, ed ogni volta ti ritrovi faccia a faccia con loro, impaurito e solo. Le vecchie armi non sono più così efficaci, perchè le debolezze essendo tali, colpiscono nei punti dove te, in quel momento, non hai alcuna difesa e dove meno te l'aspetti.
Così ultimamente mi ritrovo in questa morsa, occupato in una battaglia veramente difficile: se prima avevo certezze, ora ho solo dubbi, in più sento di non avere i mezzi per poter sconfiggere queste debolezze. Forse non ho voglia o forse mi sto lasciando vincere dal loro "fascino".
Perchè alla fine ogni cosa, brutta o bella, giusto o sbagliata che sia, ha quel non so cosa di invitante, e ti attrae facendo di te un semplice burattino usa e getta. Annebbiato da cotanta meraviglia apparente non riesci a renderti conto ormai di aver varcato la soglia del non ritorno e di essere passato alle linee nemiche. E oggi me ne sono accorto, ho aperto un attimo gli occhi alla vera realtà e ho visto un me stesso tradire un altro me stesso, capendo che volente o nolente, ho ceduto al bello e ora la paura della sofferenza è tanta, così tanta da voler tornare indietro, come un vero codardo.
Arriverà mai il momento di combattere? E se si, da quale parte starò? Permetterò alla mia debolezza di prendersi gioco di me, oppure userò qualsiasi mezzo per sconfiggerla?
Di una cosa sono sicuro, le debolezze non possono essere annullate del tutto, ma al massimo le possiamo accantonare, in attesa che si ripresentino. Solo una cosa può veramente debellare del tutto una debolezza: un'altra debolezza, ancora più potente, che da una parte porta piccole certezze in grado di annullare la vecchia debolezza, ma dall'altra il suo potere di logoramento è ancora più potente.
Siamo perciò destinati a conviverci? Chi lo dice, forse no, immagino si possa riuscire un giorno a scoprire l'arma perfetta, quella finale. Qualcosa di estremamente raffinato e puro, qualcosa come l'amore, l'amicizia, l'autostima, la sicurezza. Possiamo essere Dei di noi stessi, possiamo essere chi vogliamo e possiamo fare di noi ciò che vogliamo. Debolezze siete pronte alla guerra?
November 19 Not just a dream"Chissà se è come andare in bicletta??" . Questa è la domanda che mi pongo dopo un lungo periodo di assenza dal mio blog, un lasso di tempo in cui non sono capitate tante cose, però di certo sono un pochino cambiato.
Continuo a crescere, maturando dentro, grazie a tutte quelle cose, sia belle che brutte, che accadono. Purtroppo è pendente una brutta situazione, riguardante la malattia di una persona a me molto cara, ed è difficile rapportarsi da solo a tutto ciò. Sono quelle cose che quando vedi capitare ad altri ti fanno dispiacere tantissimo, e che quando capitano a te non sai mai come affrontare. Posso dire però di avere, al momento, gli strumenti necessari per affrontare al 70% delle mie forze questa situazione: non sono pienamente preparato dal punto psicologico e morale, ma riesco a ricevere abbastanza carica positivista dalle persone che ho accanto, cosa nuova per me, vero??!! La positività...
E mentre in generale procede come vi ho appena descritto vorrei entrare nel merito del mio argomento odierno: i sogni.
Nel caso perticolare, vi è mai capitato di fare un sogno, talmente vivo e desiderato, da sconvolgervi la giornata?
Mi spiego meglio: stanotte ho fatto un sogno, molto realistico (quindi niente cavalli alati, superpoteri, donnine nude...), la trama poteva essere un normale spaccato di vita quotidiana (anche se in certi punti era montato in maniera televisiva), però ad un certo punto di questo sogno succedeva una cosa, una serie di gesti, gesti normalissimi, che però hanno turbato, in positivo, il mio successivo risveglio ed il resto della mia giornata.
Era come se inconsciamente, quella scena sognata, fosse accaduta veramente, perciò mi comportavo come un bimbo a natale quando riceve i doni desiderati. Così per tutta la giornata sono stato avvolto da questa aura di energia, scaturita da un semplice sogno.
Forse è la prima volta che un sogno mi fa' questo effetto, e devo dire che, in questo caso specifico, è una situazione veramente gradevole. Sì, quello che ho sognato, erano delle semplici cavolate, niente di particolare, ma quei gesti e nel determinato contesto del sogno, mi hanno dato un mix di emozioni -se tali si possono definire- difficilmente provato nella vita reale.
I sogni rappresentano un argomento affascinante quanto delicato, tra i più autorevoli in questo settore Freud, secondo cui i sogni non sono altro che un "teatro" in cui le fantasie rimosse dall'area della coscienza durante il giorno, ci vengono riproposte la notte, durante il sonno. Adesso, non voglio entrare in dettagli scientifici, perchè ammetto di essere ignorante in materia (una volta provai a leggere "L'intepretazione dei sogni" di Freud, ma penso di non essere portato a questo tipo di trattati scientifici), ma se notiamo la scienza, la medicina, la psicologia sono piene di argomentazioni e studi sui sogni. Li vogliamo studiare, sapere cosa c'è dietro a questo macchinoso cervello. Mi chiedo: perchè non ce li godiamo e basta?
Dopo stanotte penso sia così bello godersi una giornata senza pensieri, senza sapere e chiedersì il perchè del proprio buon umore. Pillole per non sognare e dormire più pesantemente? No grazie, rischiando anche di incappare negli incubi. Se il sogno, nel suo significato più generale, è un aspetto distintivo del DNA umano, perchè privarcene?
Ora vado a letto, sperando di replicare anche stanotte, magari col seguito del sogno della scorsa notte. Alla prossima (e ricominciate a lasciare tanti commenti, oh miei carissimi lettori ^^). October 13 un ora e 14 minuti Titolo insolito per un post. Deriva dal fatto che ho un ora e 14 minuti per scrivere questo post, dopodichè la batteria del portatile si esaurirà. Sarà abbastanza questo tempo? Riusciranno le mie dita a tradurre i mille pensieri che si arrovellano in testa? Già, come al solito sono pensieri, pensieri tristi, e non mi fanno chiudere occhio. Dove sarebbe la felicità, dove la si compra? Eh no, non è così facile, almeno per me. Non riesco a capire proprio perchè non riesca a trattenere a me questo bellissimo sentimento, e debba poi sempre finire a scrivere cagate del genere. Mi rendo conto che ormai la mia è una pura illusione, perchè niente mi rimane, niente di ciò che vorrei, che desidererei; posso ottenere qualcosa ogni tanto, ma alla fine dei conti cosa mi rimane di tali momenti? Niente, solo ricordi di qualche ora, massimo un giorno. E poi per il resto è sempre la stessa storia. Non so se ci sia qualche forza spirituale che ci aiuta nella vita, ci segue. Dentro di me ammetto che esiste il pensiero di un Dio che può fare qualcosa, ma chissà se questa fede è spinta, e voluta, soltanto dal mio desiderio di trovare qualche arpiglio. Arpigli trovati, arpigli goduti fino all'ultimo, ma che purtroppo possono aiutarmi soltanto in minima parte. Non mi basta, non mi accontento della finta normalità, quella fatta di sorrisi per appaghare le preoccupazioni altrui, quella fatta di finte parole. Io vorrei soltanto riuscire a trovare quella scintilla giusta, che possa innescare una reazione a catena, un' esplosione di vita, quella che da tanto tempo faccio finta di vivere. E dicono che l'allenamento ci rende perfetti. Perciò io dovrei esserlo, ogni giorno per me è un allenamento, e mi esercito nel vedere la normalità in ogni cosa; dico che è un bello sforzo, dico che è difficile, dico anche che è inutile. Niente sta cambiando all'infuori di me, più cerco di mutare il mondo, più muto me stesso in realtà, adattandolo a quello che c'è fuori. E questo cambiamento non può che essere negativo. La pratica è stancante, molto. E perciò sì, sono stanco. Penso che presto si avvicinerà il giorno in cui lascerò la squadra con cui mi alleno, non che sia una grande perdita visto che sono l'unico giocatore, dato che lo sport da me praticato, non è di squadra, ma individuale. Non mi va più di perder tempo, perchè ormai sembra una presa in giro, piuttosto che una cosa seria. Chissà cosa accadrà dopo, ma di certo ormai l'avvenire non mi preoccupa più: non ho più niente da perdere, se non me stesso. E ora ho in mente solo una cosa, quella per cui sto più male, quella per cui mi sento inutile, quella che mi fa venire la voglia matta di spaccarmi la testa, per toglierla di mezzo. October 07 Quando il lato oscuro...la verità.Dovrei essere a dormire adesso, più che altro per la sveglia mattutina. Ma non ho per niente sonno, causa forse sono i numerosi pensieri che ho per la testa. Niente di quello che vorrei, che desidero, va per il verso giusto. Ed io, da bravo attore quale sono, come quando da piccolo riuscivo a piangere a tal punto e inscenavo la solita febbriciattola, da convincere i miei a rimanere a casa da scuola, ora faccio sembrare di stare bene.
Ma non è così per niente, ormai non ho più alcun tipo di stimolo, e tutto mi pare inutile, quasi come se io non ci stessi a dire niente qui. Le mie innocenti cazzate cominciano a diventare poco innocenti, prova ne è il frontale che ho rischiato di fare l'altro giorno ai 120. Ma la cosa che mi ha colpito di più di me' stesso è la mia assoluta tranquillità di fronte a ciò, neanche una minima accellerazione del battito cardiaco, ed ero calmo, sicuramente più calmo di adesso.
Ormai il tutto si è ridotto a delle giornate fatte di doppioni, come negli albun delle figurine: quelli dei calciatori per esempio, che hanno almeno 500 figurine, figuriamoci se uno se le ricorda tutte. Te vai coi tuoi bei soldini a comprare la bustina la apri e grande sopresa, hai trovato la figurina che ti mancava; cominci perciò a sfogliare il tuo bell'album fino ad arrivare alla figurina tanto ambita e con tua grande delusione scopri che è un doppione.
Si alternano giornate sempre uguali, tristi e piatte, ogni tanto arriva quell'elemento sorpresa, che alla fine si dimostra soltanto una ripetizione di qualcosa già successo. Oppure veramente riesco a passare dei bei momenti felici, ma poi il tutto viene oscurato dalle solite liete notizie, che il giornale mattutino mi porta.
Quindi no, io non sto bene. E proprio come in Star Wars, famosissima saga e mia preferita, il lato oscuro ti prende quando ti senti solo, abbandonato. Si impossessa di te nel momento in cui sei debole, ed accresce la tua debolezza fino a distruggerti dentro. E ormai le mie speranze sono andate, davvero, e dico tutto questo fregandomene di essere preso per il solito pessimista, ma che ci posso fare, io ormai niente. Penso di averle provate tutte, e inoltre sono pure esausto.
Piccola postilla finale visto che è saltata fuori la parola poco fa: un fantasma. Vorrei mai essere un fantasma? Forse per poco, giusto per vedere cosa accade dopo, ma non per sempre. Nell'immaginario comune il fantasma è ancora in grado di capire, provare emozioni, e penso che durerei poco nel ruolo di ectoplasma.
Quando il lato oscuro ti prende ormai è troppo tardi, la verità è che cominci a fare troppe cagate, perdi il senso del giusto o del sbagliato. Se cerci di combatterlo, in realtà stai combattendo contro te stesso, indebolendoti ancora di più.
Questo forse è il post più vero e aperto che abbia mai scritto, e spero almeno di vincere il premio "sei bravo a nascondere come veramente ti senti" e se qualcuno l'aveva già capito, beh complimenti, vuol dire che mi conosce.
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